Fotografia veduta odierna del Regio Orto Botanico dell'Università di Sassari
Riceviamo e pubblichiamo volentieri un articolo dell'Architetta Anna Maria Morelli che offre un contributo alla positiva definizione dell'iter per la salvaguardia del Regio Orto Botanico di Sassari, salvaguardia che il Presidente del Comitato Ambiente Sassari, Giuseppe Porcellana, conduce senza risparmio dal 2018.
Cercando la definizione di “ambiente” nei vocabolari si trova (Treccani): “Spazio che circonda una cosa o una persona e in cui questa si muove o vive”; da un punto di vista giuridico molto dipende dalle preposizioni: diritto sull’ambiente? Diritto all’ambiente? Diritto dell’ambiente?
Diritto sull’ambiente: il rapporto con l’ambiente è
inteso in senso “utilitaristico”, ove, in una visione fortemente
antropocentrica, l’ambiente rileva quale “fonte di risorse” all’uso dell’uomo
ed è per lo più visto come uno spazio “liberamente appropriabile”, secondo le
regole dei rapporti intersoggettivi.
Diritto all’ambiente: l’ambiente diviene bene giuridico.
Il diritto all’am
biente è diritto della persona all’ambiente salubre ovvero
diritto della persona a non essere danneggiata nella salute e nel benessere, a
non subire danno dal mutamento, eventuale, dell’equilibrio ecologico.
Diritto dell’ambiente: emerge una responsabilità globale
che coinvolge tanto gli enti pubblici (primo fra questi lo Stato) quanto la
collettività in una collaborazione, volta a perseguire la tutela dell’ambiente
in sé per sé, anche a “costo” di restringere altri diritti fondamentali post,
in una prospettiva di sussidiarietà orizzontale e temporalmente proiettata nel
futuro.
Un ulteriore profilo (intersecantesi con il precedente)
nasce dalla dicotomia ambiente-bene giuridico/ambiente-valore. Ambiente-bene
giuridico: è un bene giuridico, non è oggetto di una situazione soggettiva di
tipo appropriativo, ma appartiene alla categoria dei c.d. beni liberi fruibili
dalla collettività e dai singoli. Ambiente-valore: emerge l’esigenza di
tutelare l’ambiente in quanto tale, per il suo valore intrinseco. L’ambiente
diventa parametro di valutazione dell’ordinamento e della sua stessa
legittimazione, non più basata su modelli statici di tutela, bensì sulla
dinamica degli interessi e, dunque, sulla efficacia delle azioni(1).
Fotografia del Regio Orto Botanico dell'università di Sassari, Via repubblica Romana, nel quartiere di San Giuseppe densamente popolato
Proprio perché l’ambiente rappresenta l’insieme delle
condizioni indispensabili allo svolgimento della vita umana, la sua
conservazione risponde ad un interesse diffuso che deve essere tutelato come un
diritto precipuo della persona umana nella sua dimensione sociale(2).
Il
Regio Orto Botanico dell’Università di Sassari nell’attuale via Repubblica
Romana rappresenta un caso emblematico.
Esso
fu istituito nel 1903, l’estensione odierna è ridotta a circa 3500 mq di specie
arboree e arbustive che, per quanto prive di cure, costituiscono l’unico e
prezioso polmone verde all’interno del quartiere San Giuseppe, densamente
edificato.
La
lotta per la salvaguardia dell’area storica ebbe inizio durante gli anni ’70,
quando studenti e cittadini occuparono gli spazi ancora lussureggianti
dell’Antico Orto Botanico con l’intento di difendere dalla speculazione edilizia
quel bene storico, ricadente in area edificabile secondo il Piano regolatore
del 1962. Poiché la destinazione d’uso del Piano lo consentiva, l’allora
Amministrazione ricorse in giudizio nel tentativo di ribaltare la destinazione
edificatoria; una sentenza del TAR obbligò in seguito il Comune al rilascio
della Licenza edilizia. Venne quindi innalzato un edificio residenziale. Il
Comune vincolò ad uso pubblico i residuali 3.500 mq, insieme ad una superficie
limitrofa; vincolo rimasto vigente sino ai giorni nostri pur rimanendo ancora
il terreno di proprietà dell’impresa edile e in parte di altri privati.
Nel
2008 il vincolo ad uso pubblico venne annullato e l’area ebbe di nuovo la
destinazione edificatoria; in opposizione a ciò i cittadini si organizzarono in comitati per coordinare
azioni più strutturate ed ampie di concerto con altre associazioni: raccolta
firme, convegni e dibattiti con Università e Amministrazione, riuscendo a
bloccare la costruzione di un altro edificio di sette piani sull’area (Scheda
norma Meridda 2008, annullata nel 2014 con il nuovo Piano Urbanistico Comunale)
e inducendo l’Amministrazione ad assegnare nuovamente il vincolo ad uso
pubblico, ora area S3p, che però continuò ad essere di proprietà privata. Il
Comitato Ambiente Sassari donò al Comune un progetto a firma dello Studio
di architettura Palmieri presentato in Comune in data 03.08.2018 (3).
Ad
oggi, i comitati cittadini hanno ottenuto che in data 22.04.2025 il Consiglio
Comunale di Sassari all’unanimità approvasse la mozione del consigliere Boiano,
con la quale il Consiglio stesso si impegnava ad acquisire l’area Meridda a patrimonio
pubblico.
Il 25 Novembre 2025 l’Università di Sassari ha organizzato e promosso il
convegno “Verde urbano. Da complemento d’arredo a infrastruttura verde”,
proseguito il seguente 28 con l’evento finale dal titolo “Infrastrutture verdi
innovative per un futuro sostenibile”, al fine di “implementare e ottimizzare
la funzionalità delle infrastrutture verdi per migliorare i servizi
ecosistemici offerti, incidenti direttamente sul benessere delle comunità
locali, soprattutto in un contesto caratterizzato da uno scenario di
cambiamento climatico già in atto”.
Le
due giornate di studio, fitte di interventi scientifici mirabili su tanti
aspetti della materia ambientale, caratterizzate dall’apporto di variegate
figure accademiche delle Università di Cagliari e Sassari e dalla
partecipazione dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Sassari, si
sono concluse con una tavola rotonda a cui hanno partecipato anche i presidenti
del Comitato Ambiente Sassari e il Comitato di quartiere San Giuseppe,
portatori delle istanze cittadine locali quale l’annosa richiesta di
salvaguardia dell’antico Orto Botanico di Sassari mediante acquisizione
dell’area da parte dell’Amministrazione.
A
conclusione del Convegno è stata redatta la lettera di intenti tra l’Università
di Sassari. L’Amministrazione comunale e i Comitati Ambiente Sassari e il
Comitato di quartiere San Giuseppe; essa rappresenta l’impegno morale tra le
parti con l’asserzione che “Il processo di riappropriazione dell’area residua
dell’ex Regio Orto Botanico di via Repubblica Romana costituisce un esempio di
proficua interazione tra Università, Amministrazione comunale e Cittadine/i in
cui, da un lato la comunità cittadina riacquista il pieno possesso e fruizione
di un bene ambientale e storico, dall’altro costituisce opportunità di
interesse strategico, per l’Ateneo di Sassari, finalizzata alla valorizzazione
di un luogo identitario della propria storia plurisecolare” (4).
E ancora “Le parti si impegnano a collaborare alla completa
restituzione pubblica per la valorizzazione dell’area residuale dell’Ex Regio
Orto Botanico di via Repubblica Romana in Sassari …Una volta acquisita l’area i
Comitati si impegnano a completare, in collaborazione con l’Amministrazione
comunale e con l’Università, il progetto preliminare (presentato in Comune in
data 03.08.2018, NdR)”; società e istituzioni sono connesse tra loro entro una
stessa operazione, e si produce una oggettiva affermazione della legittimità di
entrambe (5).
Pianta del Regio Orto Botanico pubblicata del prof. A. Terracciano (1909) e da Béguinot (1922)
“Le parti si impegnano a collaborare per condividere conoscenze, competenze ed esperienze al fine di rendere l’area un luogo che promuove la salute, il benessere e la coesione sociale, favorite dai servizi ecosistemici erogati dalle infrastrutture verdi urbane. È inteso che la collaborazione con la comunità proseguirà nel tempo attraverso programmi di manutenzione partecipativa e iniziative al fine di mantenere vivo il bene comune”.
“Le
parti riconoscono che l’area rappresenta un patrimonio storico-identitario e di
interesse scientifico per la comunità cittadina, per il quartiere di San
Giuseppe in particolare, per l’Università, sia riguardo alle scienze botaniche
sia riguardo ad un più ampio significato di infrastruttura verde al servizio
della ricerca e dell’educazione scientifica”; la restituzione dell’area alla
cittadinanza non rimane un mero ambito fisico ma diventa contenitore di
funzioni culturali e sociali, di arricchimento diffuso e di sapere.
È
indispensabile ora dare seguito all’impegno morale assunto dalle parti con
l’apposizione delle firme che diano concretezza agli intenti della lettera,
perché le pratiche finora messe in atto trovino la definitiva ragione d’essere
e ognuno possa sapere di aver contribuito al raggiungimento di un obiettivo
importante per i cittadini di oggi e per le generazioni future(6).
Riferimenti
1 https://elearning.unite.it › mod › resource › view.php?id=114306
2 LECCESE E., Danno all’ambiente e danno alla persona, Milano, 2011, 54 ed anche CORASANITI A., La tutela degli interessi diffusi davanti al giudice ordinario, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1978, 180.
3 “1977 – 2022. Da quasi
cinquant’anni i cittadini lottano per avere il Giardino pubblico nell’ex Orto
botanico della Regia Università in via Paoli”. Pubblicazione a cura del
Comitato Ambiente Sassari, Marzo 2022.
4 Lettera di intenti per l’ex Regio Orto Botanico –
via Repubblica Romana (Sassari), 25.11.2025, tra Università di Sassari, Comune
di Sassari, Comitato Ambiente Sassari e Comitato di quartiere San Giuseppe.
5 PICERNO R., Fondamenti costituzionali della cittadinanza attiva, in DE MARTIN G.C. - BOLOGNINO D. (a cura di),Democrazia partecipativa e nuove prospettive della cittadinanza, Milano, 2010, 17.
6 https://www.ildirittoamministrativo.it/La-tutela-ambiente-interesse-delle-generazioni-future/stu1116


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