UN ULTERIORE, NETTO SALTO QUALITATIVO CON SA DIE DE SA SARDIGNA 2026

 


 Rispetto alla varietà di iniziative programmate e realizzate con successo lo scorso anno, Sa Die 2026 è risultata ancora più ricca, articolata e seguita. Gli incontri organizzati a Sassari per il 28 febbraio di quest’anno, a 230 anni dall’arrivo in città di Giovanni Maria Angioy – complessa e affascinante figura di magistrato, docente universitario e imprenditore, infine leader del movimento antifeudale ed antiassolutistico del 1793-96 – hanno suscitato il vivo interesse degli studenti di alcuni istituti cittadini e di un folto pubblico.

Sul piano istituzionale, la seduta del Consiglio regionale del 28 aprile non è stata certo puramente celebrativa, come hanno dimostrato gli impegnativi discorsi dell’on. Piero Comandini, presidente dell’Assemblea e dell’on. Alessandra Todde, a capo della Giunta. Fra gli ospiti, i membri della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime d’Europa, che hanno contribuito a qualificare questo momento. Da segnalare in particolare, fra gli altri, la presidente della Corsica, Marie-Antoinette Maupertuis.

Nella stessa sede Salvatore Cubeddu, presidente del Comitato Sa Die, direttore della Fondazione Sardinia ed editorialista de “L’Unione sarda”, ha proposto l’attualizzazione delle “Cinque domande”. Nel 1794 – dopo la vittoriosa insurrezione cagliaritana contro il governo vice-regio del 28 aprile di quell’anno fatidico – gli Stamenti, le tre "Camere" dell’antico Parlamento sardo, le rivolsero al re sabaudo Vittorio Amedeo III.

Il 27 di aprile, presso l’arco di Palabanda, nel quartiere cagliaritano di Stampace, l’ANS, Assemblea Nazionale Sarda, ha assegnato un premio alla studiosa Antonella Sorace, all’attore Valentino Mannias e a Clara Farina, atora e retzitadora, per l’infaticabile attività da loro svolta in favore della lingua sarda, la cultura, la letteratura, la poesia ed il teatro dell’isola.

A Sassari, gli studenti del Liceo artistico “Filippo Figari”, egregiamente guidati dal prof. Cupiraggi, hanno molto meritoriamente realizzato, vicino all’ingresso dell’istituto, un murale sulle vicende del triennio 1793-96. Da sottolineare l’apporto delle figure istituzionali: il 28 aprile mattina, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia e Nicoletta Puggioni, assessora alla Cultura, sono  andati ben oltre i saluti di circostanza, esprimendo una viva e consapevole adesione all’evento che ricorda i patrioti sardi colpiti con la pena capitale dalla feroce repressione del governo piemontese: il medico  Gaspare Sini, l’avvocato Gavino Fadda ed ancora Antonio Maria Carta, Antonio Vincenzo Petretto, Giovanni Mereglias, Salvatore Chessa e Filippo Serra, più o meno legati al mondo dei Gremi, le antiche Corporazioni di arti e mestieri: il ruolo degli artigiani nei sommovimenti sassaresi e sardi di fine Settecento non è stato sicuramente secondario. Presso il menzionato Liceo artistico, fra via Pompeo Calvia, largo Leonardo Carboni e via Quarto, dove si è svolto in mattinata l’incontro del 28 aprile di quest’anno, sorgevano le “Forche vecchie”, secondo quanto ha ricordato ed evidenziato in un suo saggio lo studioso Piero Atzori.

Nel pomeriggio dello stesso 28 aprile, nella sala Angioy del Palazzo della Provincia, si è tenuta una conferenza-dibattito, presenti oltre cento persone che hanno seguito con vivo interesse e posto varie domande dopo le relazioni di Federico Francioni, Omar Onnis, Adriana Valenti Sabouret e Cristiano Sabino. Subito dopo, in piazza d’Italia, ha avuto inizio lo spettacolo teatrale che, sono ormai vari anni, viene proposto per la scadenza di Sa Die dalla compagnia teatrale “S’Arza”, sotto la regia di Romano Foddai, interpreti Paola Dessì, Stefano e Francesco Petretto, Margherita Frau, Veronica Meazza, Nicolino Murru, Domenico Soggia e Fabio Uleri. Hanno partecipato il coro “Amici del canto sardo” diretto da Salvatore Bulla e il corpo di ballo “Monte Alma” di Nulvi accompagnato dall'organettista Gianuario Mugoni.



La sera del 28 aprile, al teatro Astra di Sassari, la compagnia di Mario Lubino ha rappresentato il testo teatrale di Michele Pio Ledda, Giovanni Maria Angioy storia di una rivoluzione mancata, con l'accompagnamento del Coro Logudoro Usini diretto dal maestro Dario Pinna. Interpreti Stefano Dionisi, Aldo Milia, Aldo Colorito, Alberto Lubino, Michelangelo Ghisu, Teresa Soro, lo stersso regista Lubino, Claudio Dionisi, Alessandra Spiga, Marina Serra, lo stesso Ledda nel ruolo di "su bandidore". La rappresentazione è stata accompagnata dalle canzoni eseguite da Maria Antonietta Sale.

Alla Valenti Sabouret si deve l’iniziativa, tenutasi al cimitero parigino di Père Lachaise, presso la tomba del patriota lussurgese Michele Obino, dove il tenore Luca Sannai, dell’Opera di Parigi, ha intonato l’inno sardo Procurade de moderare, barones sa tirannia, scritto dall’ozierese Francesco Ignazio Mannu.

A Porto Torres, il Partito Sardo d'Azione ha organizzato un incontro al Museo del Porto per ricordare il passaggio in città di Giovanni Maria Angioy che, il 16 giugno del 1796, con don Michele Obino e gli altri protagonisti della rivoluzione, si imbarcò per la Francia dove visse i suoi ultimi anni in esilio. 

Ad Olbia, attraverso letture di brani, accompagnate da intermezzi musicali eseguiti da un gruppo di artisti della migliore espressione cantautorale sarda, è stato ricordato il coraggio di figure come Angioy e Francesco Cilloco che sfidarono l'ordine costituito.

Ad Alghero si è tenuta la conferenza su I sommovimenti politici di fine Settecento, relatore Antonio Budruni che si è soffermato sulla figura di Vincenzo Sulis che ha dato il nome alla torre dove si è svolto l’evento. Si è trattato di un approfondimento storico rivolto a tutti coloro che desiderano comprendere il contesto politico e sociale che portò ai moti del 1794 e alle trasformazioni che interessarono anche il territorio algherese, in relazione al più ampio quadro della Sardegna tardo-settecentesca.

Altre iniziative si sono tenute a Siniscola ed in altri Comuni della Sardegna.

Per chiudere, è doveroso sottolineare l’incredibile mole di lavoro e il tenace impegno profuso, per l’organizzazione e la piena riuscita delle iniziative sassaresi, da Cristiano Sabino, docente di Filosofia nel Liceo “Figari”. L’impatto mediatico determinato dalle manifestazioni del 2026 è un’altra prova che induce a ben sperare e ad un proficuo impegno per le prossime edizioni di Sa Die.  

  


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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