Sul
piano istituzionale, la seduta del Consiglio regionale del 28 aprile non è
stata certo puramente celebrativa, come hanno dimostrato gli impegnativi
discorsi dell’on. Piero Comandini, presidente dell’Assemblea e dell’on.
Alessandra Todde, a capo della Giunta. Fra gli ospiti, i membri della
Conferenza delle Regioni periferiche e marittime d’Europa, che hanno
contribuito a qualificare questo momento. Da segnalare in particolare, fra gli
altri, la presidente della Corsica, Marie-Antoinette Maupertuis.
Nella
stessa sede Salvatore Cubeddu, presidente del Comitato Sa Die, direttore della
Fondazione Sardinia ed editorialista de “L’Unione sarda”, ha proposto
l’attualizzazione delle “Cinque domande”. Nel 1794 – dopo la vittoriosa
insurrezione cagliaritana contro il governo vice-regio del 28 aprile di
quell’anno fatidico – gli Stamenti, le tre "Camere" dell’antico
Parlamento sardo, le rivolsero al re sabaudo Vittorio Amedeo III.
Il
27 di aprile, presso l’arco di Palabanda, nel quartiere cagliaritano di
Stampace, l’ANS, Assemblea Nazionale Sarda, ha assegnato un premio alla
studiosa Antonella Sorace, all’attore Valentino Mannias e a Clara Farina, atora
e retzitadora, per l’infaticabile attività da loro svolta in favore della
lingua sarda, la cultura, la letteratura, la poesia ed il teatro dell’isola.
A
Sassari, gli studenti del Liceo artistico “Filippo Figari”, egregiamente
guidati dal prof. Cupiraggi, hanno molto meritoriamente realizzato, vicino
all’ingresso dell’istituto, un murale sulle vicende del triennio 1793-96. Da
sottolineare l’apporto delle figure istituzionali: il 28 aprile mattina, il
sindaco di Sassari Giuseppe Mascia e Nicoletta Puggioni, assessora alla
Cultura, sono andati ben oltre i saluti di circostanza, esprimendo
una viva e consapevole adesione all’evento che ricorda i patrioti sardi colpiti
con la pena capitale dalla feroce repressione del governo piemontese: il medico Gaspare
Sini, l’avvocato Gavino Fadda ed ancora Antonio Maria Carta, Antonio Vincenzo
Petretto, Giovanni Mereglias, Salvatore Chessa e Filippo Serra, più o meno
legati al mondo dei Gremi, le antiche Corporazioni di arti e mestieri: il ruolo
degli artigiani nei sommovimenti sassaresi e sardi di fine Settecento non è
stato sicuramente secondario. Presso il menzionato Liceo artistico, fra via
Pompeo Calvia, largo Leonardo Carboni e via Quarto, dove si è svolto in
mattinata l’incontro del 28 aprile di quest’anno, sorgevano le “Forche
vecchie”, secondo quanto ha ricordato ed evidenziato in un suo saggio lo
studioso Piero Atzori.
Nel pomeriggio dello stesso 28 aprile, nella sala Angioy del Palazzo della Provincia, si è tenuta una conferenza-dibattito, presenti oltre cento persone che hanno seguito con vivo interesse e posto varie domande dopo le relazioni di Federico Francioni, Omar Onnis, Adriana Valenti Sabouret e Cristiano Sabino. Subito dopo, in piazza d’Italia, ha avuto inizio lo spettacolo teatrale che, sono ormai vari anni, viene proposto per la scadenza di Sa Die dalla compagnia teatrale “S’Arza”, sotto la regia di Romano Foddai, interpreti Paola Dessì, Stefano e Francesco Petretto, Margherita Frau, Veronica Meazza, Nicolino Murru, Domenico Soggia e Fabio Uleri. Hanno partecipato il coro “Amici del canto sardo” diretto da Salvatore Bulla e il corpo di ballo “Monte Alma” di Nulvi accompagnato dall'organettista Gianuario Mugoni.
La
sera del 28 aprile, al teatro Astra di Sassari, la compagnia di Mario Lubino ha
rappresentato il testo teatrale di Michele Pio Ledda, Giovanni Maria
Angioy storia di una rivoluzione mancata, con l'accompagnamento del
Coro Logudoro Usini diretto dal maestro Dario Pinna. Interpreti Stefano
Dionisi, Aldo Milia, Aldo Colorito, Alberto Lubino, Michelangelo Ghisu, Teresa
Soro, lo stersso regista Lubino, Claudio Dionisi, Alessandra Spiga, Marina
Serra, lo stesso Ledda nel ruolo di "su bandidore". La
rappresentazione è stata accompagnata dalle canzoni eseguite da Maria
Antonietta Sale.
Alla
Valenti Sabouret si deve l’iniziativa, tenutasi al cimitero parigino di Père
Lachaise, presso la tomba del patriota lussurgese Michele Obino, dove il tenore
Luca Sannai, dell’Opera di Parigi, ha intonato l’inno sardo Procurade
de moderare, barones sa tirannia, scritto dall’ozierese Francesco Ignazio
Mannu.
A
Porto Torres, il
Partito Sardo d'Azione ha organizzato un incontro al Museo del Porto per
ricordare il passaggio in città di Giovanni Maria Angioy che, il 16 giugno del
1796, con don Michele Obino e gli altri protagonisti della rivoluzione, si
imbarcò per la Francia dove visse i suoi ultimi anni in esilio.
Ad Olbia, attraverso letture di brani, accompagnate da intermezzi
musicali eseguiti da un gruppo di artisti della migliore espressione
cantautorale sarda, è stato ricordato il coraggio di figure come Angioy e
Francesco Cilloco che sfidarono l'ordine costituito.
Ad
Alghero si è tenuta la conferenza su I
sommovimenti politici di fine Settecento, relatore Antonio Budruni che si è
soffermato sulla figura di Vincenzo Sulis che ha dato il nome alla torre dove
si è svolto l’evento. Si è trattato di un approfondimento storico rivolto a
tutti coloro che desiderano comprendere il contesto politico e sociale che
portò ai moti del 1794 e alle trasformazioni che interessarono anche il
territorio algherese, in relazione al più ampio quadro della Sardegna
tardo-settecentesca.
Altre
iniziative si sono tenute a Siniscola ed in altri Comuni della Sardegna.
Per
chiudere, è doveroso sottolineare l’incredibile mole di lavoro e il tenace
impegno profuso, per l’organizzazione e la piena riuscita delle iniziative
sassaresi, da Cristiano Sabino, docente di Filosofia nel Liceo “Figari”.
L’impatto mediatico determinato dalle manifestazioni del 2026 è un’altra prova
che induce a ben sperare e ad un proficuo impegno per le prossime edizioni di
Sa Die.


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