È possibile migliorare la gestione del servizio sanitario? di Mario Budroni


Non voglio dilungarmi a descrivere le inefficienze del Servizio Sanitario Sardo, che sono sotto gli occhi di tutti. Preferirei discutere di idee e atti concreti che possano avere una ricaduta anche immediata sul miglioramento dei servizi. Indicherei cinque punti che mi sembrano realizzabili e produttivi.

1) In Italia è presente e attiva un'ideologia liberista che, anche se spesso in modo non esplicito, influenza le politiche e i processi che spingono verso una maggiore privatizzazione della sanità e un indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Quindi il nostro primo compito e di riaffermare che la salute è un diritto fondamentale (art. 32 della costituzione). La spinta alla privatizzazione non è sempre attuata attraverso proclami diretti, ma si manifesta in modo più "strisciante" attraverso diversi meccanismi:

·         Definanziamento del SSN: Le politiche di austerità e la riduzione delle risorse destinate alla sanità pubblica, soprattutto a partire dalla crisi del 2011, hanno portato a carenze di personale, liste d'attesa più lunghe e una contrazione generale delle prestazioni offerte dal pubblico.

·         La carenza di servizi pubblici efficienti spinge i cittadini, soprattutto quelli con maggiori disponibilità economiche, a rivolgersi al settore privato accreditato o puro. Questo rafforza l'idea che il privato sia una soluzione più rapida e di qualità, alimentando il meccanismo uscita dalla sanità pubblica.

·         La difficoltà di accesso al pubblico porta a una crescita della spesa sanitaria privata diretta (chiamata out-of-pocket), sostenuta direttamente dai cittadini.

·         Le riforme degli anni '90 hanno trasformato le USL in aziende con personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale, introducendo logiche di efficienza e competizione tipiche del mercato.

L'ideologia liberista o neoliberista vede nelle disuguaglianze il normale sottoprodotto del mercato e tende a considerare gli interventi governativi per correggere le "distorsioni" (come l'universalismo sanitario) come inefficienti.

Nel contesto italiano, questo approccio ha contribuito a:

·         Far evolvere il sistema da un modello pubblico integrato a uno misto pubblico-privato, dove l'azione del privato ha un ruolo sempre più espansivo.

·         Far passare il concetto di salute da un diritto universale (come previsto dalla Costituzione) a un servizio da "acquistare" per chi non può aspettare le tempistiche del pubblico.


In sostanza, sebbene il SSN resti formalmente universalistico, le politiche di definanziamento e le logiche aziendali hanno creato le condizioni per una progressiva espansione del ruolo del privato nell'assistenza sanitaria. I dati sulla spesa sanitaria in Italia confermano l'incremento del peso finanziario sui cittadini e il progressivo scivolamento verso un sistema misto, coerente con le spinte liberiste, come si può dedurre dai dati sulla spesa (riferiti al 2023):

Secondo i dati ISTAT e le analisi di enti come il GIMBE, la spesa sanitaria totale in Italia è elevata, ma la sua ripartizione evidenzia il ruolo crescente del privato:

Tabella 1

2) La nostra regione deve avere un sistema informatico che arrivi in tutti i servizi sanitari e sia possibile condividere le informazioni tra di loro, fatti salvi i criteri di salvaguardia della privacy.

Il Sistema Informativo in Sanità (spesso chiamato SIS - Sistema Informativo Sanitario), è l'insieme integrato di software, hardware, reti e procedure che gestiscono, archiviano e scambiano informazioni cliniche, amministrative e gestionali all'interno delle strutture sanitarie e tra i diversi livelli del sistema sanitario. Non si tratta di un unico software, ma di una complessa rete di sistemi interconnessi. Come Dovrebbe Funzionare il Sistema Informatico in Sanità Acquisizione dei Dati: I dati verrebbero raccolti in tutti i punti di contatto con il paziente e nei processi interni: Registrazione di accessi, ricoveri, trasferimenti e dimissioni.



Sistemi Specializzati:

LIS (Laboratory Information System): Gestisce i campioni e i risultati degli esami di laboratorio.

RIS (Radiology Information System) e PACS (Picture Archiving and Communication System): Gestiscono la pianificazione degli esami radiologici e l'archiviazione digitale delle immagini (lastre, TAC, Risonanze).

Cartella Clinica Elettronica (CCE/EHR):

Gli operatori (medici, infermieri) registrano diagnosi, terapie, osservazioni, parametri vitali e procedure eseguite.

Archiviazione e Integrazione

I dati dovrebbero essere archiviati in database centralizzati e resi disponibili in modo sicuro e conforme alle normative sulla privacy :

·         dovrebbero essere utilizzati secondo protocolli e standard internazionali (come HL7 e DICOM) per assicurare che sistemi diversi possano "parlare" tra loro e scambiare i dati in modo corretto.

·         A livello regionale, l'FSE dovrebbe raccogliere e rendere consultabili al cittadino e agli operatori autorizzati (con il consenso del paziente) tutti i documenti clinici (referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, ecc.).

·         Obiettivi Principali

Il sistema informatico sanitario ha molteplici finalità, che possono essere raggruppate in tre aree principali:

a) Miglioramento della Qualità Clinica e Sicurezza

·         Consultazione immediata della storia clinica completa del paziente (grazie alla Cartella Clinica Elettronica) e al Fascicolo Sanitario Elettronico), riducendo gli errori diagnostici o terapeutici dovuti alla mancanza di informazioni.

·         Supporto alle Decisioni Cliniche (CDS): Alcuni sistemi integrano strumenti che avvertono l'operatore di possibili interazioni farmacologiche, allergie o dosaggi errati.

·         Telemedicina: Consentire il monitoraggio a distanza dei pazienti cronici e l'erogazione di consulenze specialistiche, abbattendo le barriere geografiche.

·         b) Gestione Flussi:

·         Automatizzazione dei processi amministrativi come la prenotazione di visite ed esami (CUP), la gestione dei ricoveri, la fatturazione e il rendiconto delle prestazioni (SDO - Scheda di Dimissione Ospedaliera).

·         Dematerializzazione: Sostituire la carta con i documenti digitali, riducendo i costi, lo spazio fisico e il rischio di smarrimento o illeggibilità dei documenti.

c) Logistica:

·         Gestione di inventari, magazzini e della tracciabilità dei farmaci e dei dispositivi medici.

 

3) Sarebbe auspicabile che i direttori sanitari di ASL, di Az. Ospedaliere e di Distretto siano medici formati appositamente e con esperienza specifica. Non si può inventare un mestiere. Per fare lo specialista di una patologia si richiede titolo di studio ed esperienza. All’opposto il medico legale, il radiologo, l’internista etc. possono fare il direttore sanitario senza aver un minimo di formazione.

A differenza di un unico "Corso di Formazione Manageriale" di 200 ore, obbligatorio in Italia, in Francia e Inghilterra si pone un forte accento su una comprovata capacità di leadership e gestione a livello strategico, acquisita anche con programmi di studio accreditati, di almeno due anni dopo la specializzazione.

4)Bisogna definire i compiti da assegnare alle strutture territoriali, agli ospedali e al servizio emergenza.

La distribuzione dei compiti tra territorio e ospedale e tra i diversi ospedali in base all'intensità di cura è il fondamento dei moderni modelli organizzativi sanitari, mirati a garantire la continuità assistenziale e l'appropriatezza delle cure.

Questo approccio si basa sull'idea che il paziente debba essere assistito nel setting più adeguato ai suoi bisogni, riducendo i ricoveri inappropriati e potenziando la sanità di prossimità.

1. Distribuzione dei Compiti tra Territorio e Ospedale

L'obiettivo è spostare il più possibile l'assistenza dall'ospedale (fase acuta) al territorio (prevenzione, gestione della cronicità, post-acuzie).

TABELLA 2



2. Organizzazione Ospedaliera per Intensità di Cura

L'ospedale, anziché essere diviso per reparti specialistici (es. Medicina, Chirurgia, Cardiologia), viene organizzato per intensità assistenziale, concentrando le risorse (personale, monitoraggio, tecnologia) dove sono più necessarie.

TABELLA 3


3. L'Integrazione e la Continuità di Cura

La chiave del successo è l'integrazione e il superamento delle barriere tra ospedale e territorio:

·         Flusso Informativo: L'utilizzo di strumenti come la Cartella Clinica Integrata e la Telemedicina permette di condividere informazioni vitali tra i professionisti ospedalieri e territoriali in tempo reale.

·         Gestione della Dimissione: La dimissione protetta e la pianificazione del percorso di cura (con il coinvolgimento del Medico Tutore in ospedale e dell'Infermiere di Famiglia nel territorio) assicurano che il paziente sia preso in carico correttamente una volta tornato a casa o trasferito in una struttura intermedia (OdC, Cure Domiciliari, Hospice).

·         Ruoli di Coordinamento: Figure come il Case Manager o le Centrali Operative Territoriali (COT) fungono da cabina di regia per tracciare e coordinare i percorsi di cura.



Questi modelli, in Italia, sono formalmente promossi da recenti riforme (come il DM 77/2022) che definiscono gli standard per la sanità territoriale.

5) Non è possibile governare la domanda di prestazioni, ma si possono governare i bisogni di una popolazione. Soprattutto per le patologie croniche in ogni distretto sanitario è possibile costruire un quadro definito dei bisogni, la presa in carico dei pazienti e promuovere un’offerta attiva alla popolazione.

Governo della Domanda vs. Offerta Proattiva

L'attuale SSN opera prevalentemente con un modello reattivo di "governo della domanda", che genera inefficienze e disuguaglianze:   

TABELLA 4


Implementare un'offerta proattiva, basata sul concetto di Medicina d'Iniziativa, porterebbe a diversi miglioramenti di efficienza:

1. Efficienza Economica

·         Riduzione delle Ospedalizzazioni: Il ricovero ospedaliero è la prestazione più costosa. Una gestione proattiva delle patologie croniche (come diabete, ipertensione, scompenso cardiaco) sul territorio riduce il rischio di riacutizzazioni e, di conseguenza, i costosi accessi in Pronto Soccorso e i ricoveri.

·         Prevenzione e Diagnosi Precoce: Intervenire con la prevenzione primaria e secondaria (screening) permette di intercettare le malattie nelle fasi iniziali, quando le cure sono meno invasive e notevolmente meno dispendiose (es. un polipo intercettato rispetto a un tumore in stadio avanzato).

Efficienza Operativa e Appropriatezza

·         Potenziamento della Sanità Territoriale: L'approccio proattivo si basa su Case della Comunità e Ospedali di Comunità. Questi poli territoriali hanno la funzione di "presa in carico" del paziente cronico, integrando servizi sanitari e sociali e alleggerendo il carico sull'ospedale.

·         Liste d'Attesa: Concentrando la gestione della cronicità e i bisogni a bassa complessità sul territorio, si liberano risorse ospedaliere (personale, posti letto, sale operatorie) che possono essere dedicate alla domanda acuta e alle prestazioni specialistiche urgenti o complesse, accorciando le liste d'attesa.

Miglioramento della Qualità dell'Assistenza

·         Continuità Assistenziale: Un approccio proattivo garantisce una migliore continuità assistenziale tra medico di base, specialisti e strutture ospedaliere, evitando la frammentazione del percorso di cura.

·         Aderenza Terapeutica: Il paziente, essendo gestito attivamente e costantemente monitorato (anche tramite telemedicina e teleconsulto, come previsto dal PNRR), mostra una maggiore aderenza ai piani terapeutici, che si traduce in migliori esiti clinici e minore necessità di interventi d'emergenza.

 

5) A livello nazionale con AGENAS è attivo il monitoraggio dei LEA: Il Sistema Informativo Sanitario Nazionale (NSIS) raccoglie i flussi di dati dalle Regioni e li usa per monitorare l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

A livello regionale oltre i LEA dovremmo organizzare:

·         Valutazione degli esiti delle malattie acute e croniche più impattanti nella nostra popolazione

·         Valutazione delle Performance: Permette di analizzare i dati sui tempi di attesa, sugli outcome (risultati) clinici e i costi, fornendo strumenti per la pianificazione strategica e la valutazione dell'efficienza.

·         Ricerca: I dati anonimizzati e aggregati sono essenziali per la ricerca scientifica, l'epidemiologia e la sanità pubblica.

·         L’atto aziendale diventi un programma sul quale vengono valutati la direzione e la dirigenza aziendale.

·         Valutazione del giudizio degli utenti (customer satisfaction)

·         La valutazione va fatta non solo per l’intera Regione ma anche distretto per distretto e ospedale per ospedale.

 


 

 

 

 


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